Il Cinema visto da me

Partendo da questo primo post dedicherò un po’ di spazio al cinema. Saranno brevissime riflessioni su alcuni dei film che ho visto, senza pretese di analisi artistica e tecnica.

Mi considero, e sono realmente, un semplice fruitore come tanti altri. Come appassionato sono convinto valga la pena spendere qualche parola intorno alle opere di questa espressione artistica del tutto peculiare nella storia dell’arte, resa possibile solo con lo sviluppo tecnologico.

Non sono in possesso di particolari competenze nel campo cinematografico, non farò, quindi, distinzioni tra opere considerate commerciali o meno. L’arte cinematografica è sicuramente molto complessa e richiederebbe riflessioni e conoscenze più approfondite.

Penso che alcuni aspetti di un certo tipo di cinema non andrebbero, forse, nemmeno definiti artistici o perlomeno non andrebbero contemplati nella definizione di arte, ma non intendo discuterne.

Faccio semplicemente notare che a seconda di come si approccia la tecnica cinematografica potrebbe semplicemente essere considerata come la realizzazione di prodotti artigianali o industriali. Ma essendo la definizione di arte particolarmente ambigua e problematica continuerò a chiamare arte cinematografica la produzione di film.

In quanto alla difficoltà di rendere esattamente definibile il concetto di arte faccio un esempio: se l’arte fosse semplicemente unattività dell’uomo basata sul possesso di una tecnica, su un sapere acquisito sia teoricamente che attraverso l’esperienza, coinciderebbe anche con un mestiere che richieda un’abilità specifica o se, come si legge altrove, l’arte non si definisce perché produce quadri e non automobili, ma perché produce qualcosa di migliore rispetto alla media. Se un quadro può essere un’opera d’arte (ma può anche non esserlo) così come anche un’automobile può essere un’opera d’arte allora Mario Draghi, già membro del Club Bildemberg, essendo particolarmente abile nei giochi di prestigio finanziari potrebbe essere definito artista anziché agente rappresentante del capitale e della finanza internazionale.

Dissento, inoltre, dalla definizione di Wikipedia in questo punto: con la parola film si vuole indicare principalmente, in senso stretto, il prodotto tipico dell’industria cinematografica.

Un film può anche non essere prodotto dall’industria cinematografica, ma essere (nel suo complesso) lavorato in modo semi artigianale, come la cinematografia non rivolta al consumo di massa, tipicamente il cinema d’essai. E chiudo qui il discorso.

Per essere originale e fuori dagli schemi il giudizio sintetico dei film che prenderò in considerazione sarà espresso con un voto da 1 a 10. I criteri che utilizzerò per la formazione del giudizio saranno principalmente i seguenti:

L’interpretazione dei personaggi da parte degli attori.

Questo non coincide necessariamente con le loro capacità di recitazione (non essendo un esperto non sarei in grado di giudicarne il valore, ovviamente) anche se intuitivamente si può presumere che una grande abilità di recitazione permetta all’attore di interpretare un personaggio meglio di un altro con scarse capacità. Ma è sempre vero?

Il grado di interesse che trovo espresso dal contenuto.

E non l’interesse proprio che il contenuto suscita in me. Potrei giudicare più positivamente di un altro un contenuto verso il quale in generale provo meno interesse. Personalmente, per esempio, provo più interesse per un film con sfondo sociale piuttosto che per una storia d’amore, ma non per forza risulterà più gradevole se il contenuto non sarà sviluppato ed esposto in modo convincente ed efficace.

Il senso e il messaggio che il film intenderebbe trasmettere o che in effetti pare trasmettere.

Naturalmente non sempre l’idea di base del regista è chiara e non sempre il criterio può essere applicato alla lettera. Penso per esempio ad alcuni films di David Lynch, uno a caso Mulholland Drive.

L’importanza e il valore del tema di fondo.

Faccio un esempio: il rapporto di coppia visto nella sua prospettiva passionale, emotiva e/o erotica è un argomento trito e ritrito e di facile presa sul pubblico di massa, penso, per citarne due che tutti conosceranno, a 9 settimane e mezzo e Attrazione fatale. Pur sviluppati in modo perfetto e accompagnati da una regia perfetta questo genere di films non riscontrerebbero mai il mio favore e non andrebbero mai (presumibilmente) oltre il 6.

Un discorso, ovviamente, diverso andrebbe fatto per opere sul genere di Nymphomaniac di Lars von Trier.

Il modo in cui il tema viene trattato e sviluppato.

Il modo può essere più o meno originale o scontato, per es.. Oppure essere più o meno articolato e pregnante. Per es., due films di cui parlerò Snowpiercer e L’alba del giorno dopo appartengono allo stesso genere, trattano un tema simile, possiedono più o meno la stessa complessità tecnica e così via, ma il divario che li separa sul piano del senso e dello sviluppo del messaggio che intendono veicolare è quasi abissale.

L’alba del giorno dopo è pressapoco uno spettacolo cinematografico mentre Snowpiercer (anche se a fortiori usa strategie di spettacolarizzazione) potrebbe, a mio avviso, essere immortalato nella storia della cinematografia (almeno occidentale).

Questi, come dicevo, sono i criteri principali. Non mi soffermo a considerare altri giudizi collaterali. Solo, per chi ha pazienza e interesse, concludo con l’esame di due films per rendere ulteriormente chiaro il mio punto di vista.

I due films sono: Locke di Steven Knight e Terra e libertà di Ken Loach.

Sì, lo so che non hanno nulla a che fare l’uno con l’altro, ma il motivo della scelta risiede proprio in questo. L’esempio mi dà modo di esprimere apertamente e comprensibilmente (almeno spero) il modo in cui applico i criteri esposti nella formazione del giudizio di voto.

terra e libertaPoche parole per Terra e libertà.

L‘importanza del tema è del tutto rilevante comportando l’analisi e l’interpretazione di argomenti politici, sociali e storici. Il modo in cui il contenuto viene trattato e sviluppato è degno del massimo plauso. Non solo Ken Loach riesce ad assumere una prospettiva esterna ai fatti, offrendo un punto di vista che è quello del protagonista stesso (David Carr), ma ne offre anche un affresco chiaro, comprensibile e sufficientemente approfondito.

Chi ha avuto la “fortuna” di leggere Omaggio alla Catalogna di George Orwell ne apprezzerà ancor più l’aspetto narrativo.

L’interpretazione dei personaggi è assolutamente credibile e convincente. Le emozioni e i sentimenti sono resi al massimo senza fare leva su lamentazioni e geremiadi che avrebbero potuto facilmente esaltarne la tragicità e il pathos (ammesso che i piagnucolamenti, propri di molte commedie, siano in grado di esaltare il pathos).

La storia d’amore romanzata e drammatica tra i due protagonisti David e Blanca non toglie nulla alla godibilità del film. Non ho trovato la minima volontà di spettacolarizzazione né scenica né storica. Il film scorre in modo semplice (in questi casi è un valore aggiunto) e sincero senza essere appesantito da inutili orpelli.

Voto 9

Locke filmPassiamo a Locke.

Definirei Locke un film tecnicamente paradigmatico.

Vediamo la storia. Il protagonista (Locke) è un operaio specializzato, stimato e ritenuto particolarmente abile nel controllo e nella gestione delle colate di cemento per grandi opere di costruzione. Una sera riceve una telefonata da una donna, amante occasionale e unica nella sua vita coniugale. La donna gli comunica che ha avuto un figlio da lei e deve partorire quella sera stessa.

Locke ha una famiglia con due figli e un lavoro che svolge con molta dedizione, ma sa che se deciderà di recarsi dalla donna, che risiede a poche ore di viaggio, perderà tutto: lavoro e consorte. Nonostante questo è determinato a recarsi da lei per starle vicino.

Film credibile e insolito. I novanta minuti della durata si distendono nel solo abitacolo dell’auto di Locke, unico attore (Tom Hardy). Le vicende si dipanano nel corso delle telefonate che si susseguono quasi senza soluzione di continuità (eccezionalmente Locke ha qualche spazio di riflessione tra l’una e l’altra).

Il film è semplice e lineare e riesce a tenere desto l’interesse dello spettatore sino alla fine.

Come realizzare un buon film con pochi soldi. Esempi simili si ritrovano in L’uomo della terra e Coherence (dei quali parlerò).

Per contro ho alcune critiche da fare.

Se è pur vero che il tema è articolato e coinvolge diversi argomenti, troppi, il risultato lo rende un po’ fine a se stesso. Il senso di responsabilità personale, il rapporto di coppia, i sentimenti familiari sono abbozzati, ma mai affrontati in modo significativo e contestualizzato.

Mi si dirà che il film dura novanta minuti, certo, ma la questione sta esattamente in questo: non avrebbe potuto andare oltre tale misura. L’insidia dell’annoiare lo spettatore era sempre nascosta dietro l’angolo.

La questione morale e la coerente scelta di Locke possono far simpatizzare per questo uomo coraggioso e responsabile. L’amante dalla quale deve avere un figlio è una persona sola, un po’ depressa e, sembra, anche abbastanza fragile sotto l’aspetto emotivo e tale condizione lo aiuta nella scelta. Inoltre sotto l’aspetto socio- economico Locke appartiene all’elite operaia. Possiede una BMW fiammante e potente. Perdere il lavoro è sicuramente una scelta problematica, ma non è la stessa che potrebbe essere vissuta da un operaio precario e/o di basso livello.

Voto 6/7

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