La ragazza con la pistola

La ragazza con a pistolaIn un paesino siciliano una ragazza (Assunta) viene rapita per errore da un giovane (Vincenzo) di cui era innamorata. Finge di resistergli, ma alla fine cede alla seduzione costringendolo ad un matrimonio riparatore. Il giovane per sfuggire all’infausta sorte scappa in Inghilterra e lei, determinata a vendicare il suo onore, lo insegue con l’intenzione di ucciderlo.

Una serie di vicende tra il serio e il faceto, in quel d’Inghilterra, portano la giovane a innamorarsi di un medico che l’aveva soccorsa per uno svenimento. La frequentazione del medico e il diverso contesto in cui vive ora la giovane la portano gradualmente a cambiare i suoi atteggiamenti e la sua mentalità sino a farle abbandonare l’idea di uccidere Vincenzo. Assunta e Vincenzo s’incontrano e lui affascinato dal cambiamento della ragazza si innamora. Assunta sceglierà, però, il medico inglese e lo raggiungerà nella sua residenza nell’isola di Jersey.

La ragazza con la pistola di Monicelli risale al 1968 e in retrospettiva risulta di non facile giudizio. Un film che, a differenza de I soliti ignoti e La grande guerra, non avevo mai visto. Considerato dalla critica in un certo senso minore rispetto alle sue due pietre miliari citate, mi ha inaspettatamente appassionato e soddisfatto.

Credo che Monicelli abbia lasciato in eredità uno dei più piacevoli esempi di commedia all’italiana, genere di cui è uno dei più illustri artefici. Dato il periodo in cui è stato girato il film la trama e lo sviluppo del tema non sono affatto scontati né banali. Le vicende non sono prevedibili come avviene solitamente in questo genere (ma non solo) cinematografico. Oggi, a distanza di circa mezzo secolo, si assiste a pietosi tentativi di tenerlo in vita tentando di complicarne inutilmente la trama, ma per fortuna è ormai agonizzante e la mia speranza è che presto esali l’ultimo respiro.

Le ambientazioni non “fanno il verso” al miserevole neorealismo italiano postbellico e i contesti sociali in cui si muove Assunta sono rappresentati senza esagerazioni e caricature. L’aspetto comico non supera mai il segno e lascia in bocca un gusto dolce di leggero divertimento.

L’emancipazione femminista di Assunta potrebbe apparire oggi un po’ pretestuosa e suscitare l’impressione di ingraziarsi con una certa facilità il pubblico femminile, ma è una colpa senza dolo.

Il film è sommesso e piacevole e ne consiglio la visione. Fosse anche soltanto per educare un po’ il gusto del pubblico odierno.

Voto 7


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...