Nymphomaniac – Volume I e II

nymphomaniac_vol_1Un uomo maturo (Seligman) trova in uno squallido vicolo una donna (Joe) priva di sensi e malconcia. La soccorre, la porta a casa con sé e se ne prende cura. Quando la donna si riprende racconta all’uomo quella che lei ritiene essere la propria deprecabile vita.

Il racconto di Joe, attraverso dei flashback, parte dall’infanzia e prosegue, senza una linea temporale precisa, fino al momento in cui egli la ritrova.

Le due parti possono essere considerate a tutti gli effetti un unico film suddiviso per motivi di durata. Guardare solo l’una o l’altra sarebbe una visione del tutto parziale e sterile. Le due parti sono a loro volta suddivise in capitoli che raccontano diverse esperienze vissute dalla donna.

Per rendere l’idea di ciò che penso del film di Trier voglio partire da una considerazione che emerge dalla lettura di alcune critiche lette qua e là sul web.

Secondo alcuni il film sarebbe eccessivamente ricco di particolari sessuali ed erotici superflui o comunque eccessivi. Credo che una critica di questo tipo sia del tutto superficiale nel migliore dei casi e disonesta, se non ingannevole, in altri. Disonesta se il giudizio è determinato da una visione moralistica della realtà.

Di certo è vero che il film possa essere a volte “aggressivo” sotto una prospettiva morale, ma credo che questo faccia parte della finalità generale e logica del regista e non sia semplicemente fine a se stesso o addirittura mosso da una volontà di spettacolarizzazione del sesso.

Chi oggi ritiene scandalose alcune “situazioni” particolarmente imbarazzanti o è del tutto ingenuo (cosa di cui dubito fortemente) o in malafede. E personalmente propendo per quest’ultima interpretazione.

Mi spiego mostrando alcuni esempi di malafede guidata da una ben precisa logica (borghese).

Recentemente è “uscita” una canzone di Sia il cui video è stato da alcuni tacciato di istigazione alla pedofilia. Per una strana coincidenza il ballerino è l’attore Shia LaBeouf, uno tra i principali attori di Nymphomaniac.

https://www.youtube.com/watch?v=KWZGAExj-es

Pedofilia? Il video può essere oggetto di moltissime interpretazioni, ma personalmente ritengo ci sia molta meno pedofilia in questo video di quanta possa essercene in un qualsiasi programma televisivo in cui i bambini sono solo strumento di audience e dunque di profitto, che siano concorsi canori o d’altro tipo.

Perché indignarsi in modo preciso e circoscritto per questo caso?

Siamo inondati di pubblicità con bambine semi svestite, in atteggiamenti provocatori o con adolescenti dal piglio maliardo. E non mi risulta che i genitori s’indignino pubblicamente. Se lo fanno in privato è la dimostrazione dell’ipocrita doppia morale borghese.

Stessa sorte era toccata al testo di una canzone di Gino paoli.

https://www.youtube.com/watch?v=z4FFt82i-NI

Non m’interessa qui discutere il perché e il percome Gino Paoli abbia voluto creare questo caso. Di certo non poteva non immaginare che la canzone avrebbe dato adito a polemiche di questo tipo. Ciò non toglie che un artista possa essere libero di esprimere qualsivoglia sentimento. Ma il discorso ci porterebbe troppo lontano.

Ancora, la stessa sorte era toccata, guarda caso, a Serge Gainsbourg, padre della protagonista si Nymphomaniac, Charlotte Gainsbourg, con l’album Histoire de Melody Nelson, ma anche col film Charlotte for Ever (oltretutto incestuoso) in cui recitava la stessa Charlotte Gainsbourg.

Insomma la morale borghese è sempre quella doppia e infida dei Vizi privati e pubbliche virtù.

Integralisti cristiani (o d’altro genere) e borghesi perbenisti ipocriti d’ogni tipo possono indignarsi strumentalmente tutte le volte che vogliono, il turismo sessuale continuerà a nascondere i vizi privati di qualcuno per i profitti di altri, perché il problema sta altrove e non nel sesso in sé.

Un film che tratta di sesso sarebbe altrettanto ipocrita se arrivasse solo fino al punto in cui la critica ipocrita cominciasse ad attivarsi.

Attenzione! I films del tipo Cinquanta sfumature di grigio, Monella, Romance, o i già citati 9 settimane e mezzo e Attrazione fatale, per citarne qualcuno a caso non sono films che trattano di sesso, ma “film di sesso” che è un’altra cosa.

nymphomaniac_vol_2Per essere coerenti se si parla di sesso si dovrebbe parlare di sesso e non fare finta di parlarne, se si parla di politica si dovrebbe parlare di politica, per esempio, e non fare finta. Sono pochi quelli che riescono a parlare di politica senza parlare di politica come Fabio Fazio. Occorre, per essere coerenti, andare sino in fondo alle cose. Si è anche liberi di fingere, ma non si è né coerenti né onesti.

Leggo su Wikipedia che Louise Vesth, la produttrice, aveva dichiarato A mio parere Nymphomaniac è il suo ‘capolavoro’. In quel film si parla di tante cose che stanno succedendo al mondo, alle persone, alla sessualità, alle relazioni, alla religione, all’arte e alla musica, alla natura e alla civiltà. Per me è il lavoro che racchiude tutti i suoi precedenti film, e gli attori sono fantastici!

Le cose per me non stanno esattamente in questo modo. Gli argomenti di cui parla la produttrice restano fin troppo sullo sfondo per essere determinati nel giudizio e mi sembra un’apologia del tutto esagerata.

Dal punto di vista della profondità dell’aspetto psicologico, inoltre, Melancholia mi pare decisamente superiore.

E per concludere da un film di Lars von Trier mi sarei aspettato qualcosa in più nel finale.

Voto 7 meno


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