Edge of Tomorrow – Senza domani

Film diretto da Doug Liman.

Solita “guerra dei mondi” (guarda caso interpretata da Tom Cruise nella versione del 2005) vista e rivista ormai da decenni. L’umanità (quale?) contro immancabili alieni cattivi.

Il bene contro i male. Il solito manicheismo visto e rivisto ormai da decenni.

Edge of TomorrowIl maggiore William Cage (Tom Cruise, e chi altri sennò?) degradato a soldato semplice dimostrerà di che pasta è fatto e assieme ad una supereroina (l’angelo di Verdun…mah) salverà il mondo. Un loop indotto dal sangue di un alieno, che lo farà rivivere gli stessi eventi in modo diverso, gli consentirà di imparare a sconfiggerli (che strani extraterrestri autodistruttivi).

Nulla di nuovo, nemmeno l’esoscheletro già visto in altri film, tanto per citarne uno di gran lunga migliore: Elysium.

Altra “stranezza”, si fa per dire, è che gli alieni sembrano seguire le orme di Hitler iniziando l’occupazione nell’Europa continentale. E come dalla “buona” lezione storica gli amerikani, senza dimenticare gli alleati (si sa che gli U.S. sono democratici), riescono a sconfiggere gli invasori.

Il solito Tom Cruise che qui, a differenza di Oblivion, appena, ma di poco più originale, sopravvive anche senza i suoi Ray-Ban.

Il solito Tom Cruise, ancora, che nonostante abbia superato i cinquanta non vuol saperne di essere “superato” da altri illustri colleghi molto più giovani come sex symbol per le teen-ager e impegnarsi a fare films impegnativi, cioè fuori dal suo, di nuovo, solito ruolo.

Un film per fortuna non troppo lungo, che alterna momenti di noia a momenti di emozione per l’emozione, in grado, comunque di risvegliare dalla “ripetitività”. Una sorta di video gioco che riesce in qualche modo a divertire i meno esigenti. Il problema è che i films non sono videogiochi e non è funzione dell’arte cinematografica rappresentarli, tenuto anche conto del fatto che in tal caso lo spettatore non è parte attiva.

Una trama dagli intrecci sovradimensionati che consentono di sopperire alla mancanza di argomenti (nel film). Anche lo stratagemma del loop non può più meravigliare nessuno perché già sfruttato. E’ vero che qui non si tratta del paradosso temporale tradizionale, ma anche il “rivissuto diversamente” l’abbiamo già “vissuto” con gli effetti di Effetto farfalla (The Butterfly Effect del 2004).

Un film praticamente senza un attimo di pausa, dove le immagini scorono alle velocità “aliene”, insomma un film per chi non soffre di tachicardia.

Voto 5 1/2

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