Vaping, smoking or nothing?

Come smettere di fare filosofia spicciola e non dire più idiozie sullo svapo.

Iniziamo da alcune premesse.

Il sottoscritto sono più di sei anni che ha smesso di fumare (totalmente) sigarette con tabacco ed è un convinto assertore del proposito che il “fumo” debba essere contrastato con l’obiettivo di ridurre e possibilmente eliminare le problematiche connesse, oltre il cancro. Sono, però, altrettanto convinto che criminalizzare il fumatore non solo non sia funzionale al raggiungimento dell’obiettivo, ma sia anche controproduttivo. Il fumatore, semmai, deve essere responsabilizzato, educato a “prendere coscienza” del problema ed aiutato a smettere. Tra gli aiuti credo che la sigaretta elettronica possa essere il mezzo migliore, ma mi fermo qui.

Posto che è sempre possibile dubitare di tutto, ma su questo assunto tornerò in seguito, vi propongo prima di tutto la visione e la lettura di alcune fonti, poche (di certo saprete trovarne altre), per ricavare informazioni e ispirazioni.

https://www.youtube.com/watch?v=_auAOaWgxb4

https://www.youtube.com/watch?v=9_Q5aLKtk9A

https://www.youtube.com/watch?v=wDo1I_LAQHg

il video può essere corroborato dalla seguente intervista, nel caso qualcuno si chiedesse chi è costui

http://www.lastampa.it/2015/03/06/scienza/benessere/dovete-sapere/sigaretta-elettronica-le-cose-che-non-sapete-mEgLHy1L3ZwRHAKJgJOtfK/pagina.html

Il seguente documento può aiutare a chiarire alcune questioni. Non è vero, per esempio, che tutte le sigarette sono uguali, ma questo è un altro paio di maniche.

http://www.iss.it/binary/fumo/cont/composizione_chimica_fumo_sigaretta.pdf

Fatte le dovute premesse passiamo a parlare di svapo.

Parto a random tra i tanti giudizi che sento quotidianamente. Una delle idiozie più in voga è la sigaretta elettronica non fa bene. Affermazione del tutto priva di significato per diversi motivi.

Primo: il problema non è se fa bene, ma se fa male oppure no e il perché e percome.

Secondo: non sempre consumiamo “cose” che fanno bene. Mangiare dolci non fa bene nemmeno a chi non soffre di diabete, ma li mangiamo. Fanno male? Dipende. Occorre chiedersi a chi? In quale quantità? Per quali motivi? E’ possibile mangiarne in quantità moderata di modo che non comportino problemi? E poi c’è la domanda delle “domande”: perché?

Ma guarda caso chi (s)parla a (s)proposito di sigarette elettroniche questi quesiti non se li pone.

Posso andare avanti con altri esempi. Il sale da cucina (cloruro di sodio – NaCl) fa bene? Forse meglio rovesciare la domanda e rimettere in piedi ciò che era a testa in giù.

Sì…perché il dilemma di ciò che consumiamo non sta tanto sul se fa bene, questo non è un problema, al contrario. Anche il caso di un alimento o in generale una sostanza che porta beneficio al nostro corpo o alla nostra salute dobbiamo chiederci: assumerne più di tot fa male? Se qualcuno ragiona al contrario è un problema suo (più o meno. In realtà i costi ricadono sempre sulla collettività).

Dunque… il sale fa male? Provate a mangiarne una cucchiaiata al giorno oppure solo qualche pizzico, ammesso che non soffriate di ipertensione con la minima a 90 – nel qual caso anche qualche pizzico sarebbe esiziale, pensate sia indifferente? Qui già ci poniamo il problema della pressione arteriosa. Un piccolo sforzo e ci si arriva. Il sale, in certe quantità non fa male ad un fisico sano, ma ci sono casi particolari. Bene! Questo ci servirà anche in seguito.

Avanti con gli esempi.

Correre fa bene.Obiezioni? No? Allora il discorso non è servito a niente.

La parola infarto dice qualcosa?

Il problema è se correre per alcuni fa male. Consigliereste a chi ha subito un infarto di farsi una bella corsa tutti i giorni? Sì? Allora, per carità, evitate da oggi in poi di dare consigli a chicchessia.

Correre fa bene”, come la maggior parte delle affermazioni di filosofia spicciola che sembrano di senso comune non è generalizzabile. Non ha valore universale. Fa bene, sì, a certe condizioni. Un solo caso contrario ne confuta il valore di verità assoluto e lo trasforma in una fallacia. Non fidatevi del semplice buon senso. A volte funziona e a volte no. Il buon senso bisogna saperlo usare, con buon senso.

A questo punto direi che possiamo trarre alcune conclusioni.

La prima è del tutto scontata: non consumiamo o assumiamo solo sostanze che ci fanno bene. Il fatto che non siano benefiche, inoltre, non significa necessariamente che siano dannose. Perché, allora, prendersela proprio con le sigarette elettroniche?

Seconda: attenzione alle generalizzazioni. Quasi sempre inquinano la logica.

Aggiungerei, inoltre, come opinione del tutto personale, ammorbano i pensieri propri e degli altri e irritano anche la più indulgente delle menti assennate.

Terza: chiediamoci a chi e magari perché una cosa fa male.

Ovviamente il problema si può sempre complicare all’infinito. Ci sono persone che fumano tutta la vita e campano sino a cent’anni. Ma il ragionamento è fuorviante. Questi casi possono essere di interesse per i ricercatori non per il consumatore comune che statisticamente corre il rischio di contrarre un cancro ai polmoni.

Ribadisco: il problema non è finire bene, ma finire male. L’unico problema del stare bene (non sempre è così, ma per altri motivi) si risolve nella questione di non fare “cose” che fanno male. Se poi c’è chi sta bene lo stesso pur facendo cose che alla maggioranza fanno male è un altro paio di maniche, o la vita diventerebbe una roulette russa.

Insomma…il caso di qualcuno che si è salvato cadendo dal decimo piano non significa che dobbiamo provare a buttarci. Non sarebbe necessario puntualizzare, ma le obiezioni stupide non mancano mai.

A questo punto credo di poter approfondire il discorso, ma prima di procedere occorre chiarire ancora un paio di questioni.

Non esistono a tutt’oggi evidenze che dimostrino che il vaping sia dannoso, almeno dal punto di vista cancerogeno. In che senso, però, bisogna intendere questa affermazione?

Intanto la sigaretta elettronica non produce sostanze combuste. Questo è uno dei punti cardine del prof. Veronesi, ma, come abbiamo visto nei documenti video, anche di tanti altri esperti.

Qualcuno obietta che il problema presenterebbe un altro aspetto: quello degli aromi utilizzati per lo svapo.

Ora, affrontiamo una cosa alla volta.

Quando si dice che la sigaretta elettronica non è cancerogena si dovrebbe intendere se questa è usata in modo sensato e corretto, (ricordate il discorso del sale?).

E’ probabile che le prime e-cig non presentassero le stesse complicazioni, ma non sono sicuro, di certo il discorso sui dispositivi di ultima generazione è abbastanza complesso.

Faccio soltanto un accenno poiché approfondire andrebbe ben oltre il mio intento soprattutto in termini di spazio.

I dispositivi attuali consentono potenze e voltaggi che eccedono (purtroppo?) i limiti di sicurezza. E’ un bene? E’ un male? Esistono auto sportive che offrono prestazioni che eccedono di molto le capacità di un pilota, diciamo, medio. E’ un bene? E’ un male? Non so rispondete voi. Personalmente non mi occupo di bene/male o giusto/sbagliato i giudizi morali non rientrano nel presente discorso.

Uno svapatore consapevole non spingerà mai il proprio dispositivo oltre certi limiti quanto un pilota consapevole non azzarderebbe ad oltrepassare quelli della propria macchina.

I dispositivi per lo svapo, nonostante l’apparenza tutto sommato abbastanza semplice, sono dei veri e propri piccoli computer. E’ sufficiente dire che possono controllare decine di parametri anche in modo del tutto trasparentei all’utente: scarica elettrica, flusso della scarica, tempi, temperatura, potenze discrete in base alla resistenza della o delle coilii ecc..

Se spingiamo il nostro dispositivo oltre certe temperature e certi voltaggi cosa accade? Questo è il punto. Non stupidaggini campate per aria.

Quali sostanze possono essere soggette ad una degenerazione chimica e fisica sino a renderle particolarmente pericolose per la salute?

Se per dimostrare la pericolosità dello svapo si fanno ricerche spingendo le resistenze a voltaggi doppi o tripli rispetto a un utilizzo sensato e si fanno misurazioni relative a un numero di ore quotidiano impensabile ovviamente non avremo mai risultati obiettivi riguardo il fumo elettronico. Indubbiamente sapremo che i dati oggettivi ci dicono che in quel modo il vaping è pericoloso. Utile a saperlo come è utile sapere che mezz’etto di sale al giorno vi uccide. Liberissimi si mangiarvi tutti i giorni un pugno si sale. Ma voi lo fareste? E siccome un pugno di sale al giorno uccide da domani eliminiamo il commercio di sale?

Lasciatemi dire una cosa: stronzate.

Ritornate a leggere il documento sulla composizione del fumo da sigaretta. Le sigarette hanno tutte gli stessi valori? Fumare cinque exstralight al giorno è lo stesso di fumare cinquanta Marldboro red? Posto che il fumo tradizionale è comunque cancerogeno. Cosa pensate sia meglio fare se siete fumatori? La probabilità di contrarre il cancro è la stessa?

Allora diciamo: le TFCiii usate in modo assennato possono cambiare la vita di chi fuma, e magari ridargliela. Visto che corre il rischio di averla più breve.

Affrontiamo la seconda questione: gli aromi utilizzati nelle e-cig.

Pure in questo caso si sentono cose e si leggono articoli sufficientemente idioti e purtroppo ingannevoli al punto che inducono a pensarla come Napalm51iv.

Allora andiamo con ordine.

Anche in questo caso devo puntualizzare la complessità del discorso. Per poterne fare una sintesi adeguata al presente scritto vi rimando alla lettura di questi articoli

http://www.ilfattoalimentare.it/aromi-naturali-regole.html

Gli aromi chimici o naturali sono utilizzati ovunque: merendine, biscotti, bibite e farmaci, ma non solo, si potrebbero citare quasi tutti gli alimenti di consumo quotidiano dallo yogurt ai cibi confezionati (surimi, salse pronte, mortadelle e l’elenco sarebbe infinito). Fanno male? Sono dannosi per la salute? Sì? No?

Incontro spesso persone che mi dicono guarda che quelle sostanze nella sigaretta elettronica fanno male. E’ probabile che dopo un attimo scartino una caramella o una chewingum o diano da mangiare ai propri figli una “buona” merendina confezionata.

Per evitare di dire idiozie il più delle volte la cosa più semplice e immediata sarebbe stare zitti.

Purtroppo si sentono molte idiozie pure sugli aromi chimici, ma in questo caso il discorso è veramente impossibile da affrontare in questa sede. E’ vero che gli aromi hanno come base molecole di benzenev, ma il dato fine a se stesso non dice assolutamente nulla sulle loro caratteristiche e proprietà (il paracetamolo contiene benzene). Ricordiamo il principio “non generalizzare mai”, se è vero cento volte non è detto che lo sia la centounesima.

Su internet leggo animi deliranti e squilibrati che sproloquiano di chimica, fisica e altri argomenti di cui hanno appena una vaga conoscenza. I pensieri critici sono edificanti, necessari e indispensabili per il progresso e la conoscenza, ma attenzione ai folli e ai mentitori consapevoli. Sono peggio dei reazionari (se può esserci un peggio).

Non utilizzate la logica induttiva in modo inappropriato. Fate del male soprattutto a voi stessi. Se avete constatato che tutti i corvi che avete visto sino ad ora sono neri non significa che non possiate un giorno incontrarne uno bianco. Non so se esistano dimostrazioni biologiche relative al fatto che il dna dei corvi non possa mai contenere il gene del colore bianco, ma di certo dal punto di vista semplicemente teorico affermare che siccome tutti i corvi visti sino ad ora sono neri esclude la possibilità di vederne uno bianco è un’idiozia.

Altrettanto lo è pensare che le cose naturali siano meglio di quelle ottenute chimicamentevi.

Ancor più sarebbe stupido pensare che sia sufficiente mangiare cibi naturali per non avere problemi. Una bistecca cotta sulla griglia è certo peggio di un aroma chimico (anche escludendo l’assunto che la carne sia sempre cancerogena). Se le fiamme lambiscono la nostra bistecca si formano composti chiamati benzopireni (proprio come nel fumo di tabacco) che stanno proprio alla base della cancerosità del fumo tradizionale.Respirare a pieni polmoni ed esclamare “che buono questo profumo di legna che arde” è certamente peggiore di svapare una e-cig. Stare in una stanza satura di fumo di bastoncini di incenso non è di certo meglio. Prima di dire idiozie sarebbe meglio riflettere e preoccuparsi di capire.

Ci sono svapers che utilizzano olii essenziali secondo il principio che gli olii essenziali posti nell’acqua bollente e respirati sono anche curativi. Questo è un esempio di stupidità “generalizzante”. Potrebbe anche essere vero che svapare olii essenziali non sia dannoso (o possa far bene alla salute), ma non esiste motivo scientifico che consenta di applicare una logica induttiva a questo caso. Il processo di produzione del vapore non è lo stesso. L’unica risposta che possiamo avere è quella di laboratorio.

Voglio esagerare ancora un po’.

Alcuni altri animi deliranti possono anche non credere alla scientificità della chimica e pensare che tutto dipenda dalle opinioni. Altri sostengono che la realtà materiale non sia che un grande inganno e una semplice illusione. Ognuno è libero di pensare come vuole, è sempre possibile dubitare di tutto come dicevo in apertura, resterebbe, però, una elementare constatazione: se il mondo materiale non esiste non è detto che nell’illusione cosmica delle coscienze la chimica e la fisica che conosciamo non siano efficaci.

Provate a calcolare la distanza percorsa da un’auto ad una certa velocità o a capire com’è costituita la molecola del sale sulle vostre tavole senza l’uso della fisica e della chimica che conosciamo e poi datevi la risposta.

Il peggio sarebbe voler dimostrare scientificamente l’illusione della realtà materiale, cosa, forse, ancor peggiore del dimostrare scientificamente l’esistenza di Dio come sembra sostenere il prof. Zichichi.

Siamo giunti, finalmente, alle ultime battute.

Gli argomenti che seguono sono sicuramente di importanza minore rispetto a quelli sino a qui affrontati, ma ne faccio ugualmente cenno.

La seguente obiezione viene sovente sollevata quando ormai non c’è più niente da dire perché sono state smontate le altre: la sigaretta elettronica è pericolosa perché può esplodere.Forse perdo solamente del tempo a rispondere, ma qualche parola intendo dirla.

Certo, come tutti i dispositivi complessi esiste la possibilità che insorgano problemi. Non saprei dire se tutti gli “oggetti elettronici” possono esplodere, di certo non si può escludere per la stragrande maggioranza di essi: cellulari, televisione, torce elettriche e la lista sarebbe infinita.

Le batterie utilizzate per erogare corrente alla e-cig sono “oggetti” molto meno semplici ed elementari di quanto si possa pensare e se utilizzate in modo improprio presentano una certa pericolosità nonostante i sistemi di sicurezza inseriti. Le torce elettriche che usano batterie in serie possono incorrere in problemi più di quanto sia possibile nelle box mod più recenti dove possiamo inserire due e addirittura tre batterie in parallelo. Eppure si leggono articoli sulla pericolosità delle e-cig, ma non su quella delle torce elettriche soprattutto tradizionali e non a led.

Per quanto riguarda i cellulari il discorso sarebbe ancor più lungo e articolato. Fino a non molto tempo fa era facile trovare in Rete articoli farneticanti sui possibili danni fisici provocati da questi “diabolici strumenti tecnologici”, ma a distanza di decenni dalla loro massiccia diffusione non vedo ospedali gremiti di vittime dal cervello “brasato”, almeno in termini fisici, per quanto riguarda gli effetti psichici e sociali è un altro discorso. Sento, invece, parlare esperti attendibili sul numero di affezioni polmonari che colpiscono i fumatori tradizionali.

Non intendo usare questi argomenti per dimostrare che la e-cig non fa male, sarei un idiota a farlo, rilevo semplicemente che i detrattori, di volta in volta, di qualche “diavoleria tecnologica” si aggrappano a qualsiasi baggianata (non sempre banale, a volte è un vero e proprio terrorismo psicologico) per perseguire il loro obiettivo che a volte non è nemmeno del tutto chiaro.

Scusate se sposto l’argomento su un altro terreno, ma è per rendere più chiaro ciò che intendo, i detrattori di certa tecnologia assomigliano molto ai razzisti che elencano soltanto i crimini di chi intendono stigmatizzare evitando con cura di enumerare quelli dei propri simili. E’ facile, banale e prevedibile demonizzare ciò che non si conosce, può essere l’Altro (meridionali prima, marocchini poi, e albanesi, e rumeni, e di certo qualche altro “sconosciuto”) oppure qualcosa è sufficiente una “piccola” ignoranza per fare grandi danni.

Ma forse il peggio è la cattiva fede. Se l’ignoranza è correggibile all’altra non c’è rimedio.

Personalmente consiglierei di giudicare ciò che non si conosce cum grano salis (per restare in tema), locuzione (e concetto) che pare in disuso in tutti i sensi.

i Non visibile all’utilizzatore. Le interfacce dei computer sono l’esempio più emblematico. Ciò che vediamo o facciamo non mostrerà mai ciò che avviene in termini di comandi effettivi interni alla macchina.

ii Le coils nelle e-cig sono in sostanza le resistenze atte a produrre calore per consentire la vaporizzazione del liquido. Tutte le sostanze conduttrici di carica elettrica cambiano la loro resistenza (ohm) a seconda della temperatura. Nella sigaretta elettronica tutta una serie di parametri (per es. i watt) cambiano con il riscaldarsi della coil. La potenza varia per mantenere la resistenza della coil al di sotto del limite previsto per la resistenza data.

iii Tabacco Free Cigarettes.

ivPersonaggio complottista di Crozza.

v Il benzene è un composto organico alla base delle sostanze cosiddette “aromatiche”. Una particolare caratteristica chimica dovuta ai legami tra le molecole che lo compongono è chiamata “anello aromatico”. Le sostanze dotate di tale peculiarità possono essere estremamente diverse l’uno dall’altra. Il principio attivo dell’aspirina contiene una molecola con l’anello aromatico, ma esso è anche alla base del trinitrotoluene (tritolo-TNT), sostanza di certo molto diversa dall’aspirina. La presenza del benzene in sé non significa nulla è sufficiente sostituire alcuni atomi (o molecole) che costituiscono la base aromatica per ottenere caratteristiche chimiche e fisiche completamente diverse.

vi Esistono in natura sostanze tossiche per l’organismo che possono risultare edibili una volta trattate chimicamente. Alcuni processi servono per esempio ad eliminare esattamente le molecole nocive

https://www.idoctors.it/articolo/le-sostanze-tos/137/8

Un altro esempio apparentemente banale potrebbe essere di questo tipo: estrarre un’essenza da un frutto per ottenere l’aroma naturale è preferibile all’aroma ottenuto per sintesi? Dipende. Da cosa? Da molte cose, ne elenco alcune: dove è stato coltivato il frutto? Da chi? Il coltivatore è affidabile? Sono stati utilizzati pesticidi? Quali? E’ possibile in fase di produzione dell’aroma eliminarli? Chi ha curato i processi di produzione o in altri termini quale ditta ha realizzato il prodotto? E così via. Una domanda che pongo al lettore è: quale strana logica fa pensare che gli aromi utilizzati per lo svapo siano meno sicuri di quelli utilizzati, per esempio, per i biscotti? E ancora…la ditta che produce i biscotti dove ha acquistato gli aromi?

Marco Paquola

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